Il Trono Di Spade - Tributo A Tyrion Lannister

Ogni casata, in Game of Thrones, ha un proprio motto, un detto che definisce chi v’appartiene, che lo colloca nelle grandi sfide della vita come un combattente, un pacifista, uno stratega. Per i Lannister il motto è: “I Lannister pagano sempre i loro debiti”. E che debito dev’essere stato quello verso la vita che ha dovuto pagare questa grande famiglia? Dilaniata da conflitti e amori perversi in seno alle sue stesse mura, di famiglia non resterà che la simbiotica appartenenza allo stesso nome, svuotandosi totalmente di significato parole come “padre”, “fratello” o “sorella”. Dalla penna di George R. R: Martin prendono vita intrighi e sotterfugi che dominano questa casata, fatta di belle donne e di uomini affascinanti e valorosi, ma dall’animo corrotto e nero. La luce, la vera signoria, la strategia, l’arguzia e l’intelligenza, si concentreranno lì dove l’apparenza non ha posato lo sguardo, lì dove la parola “bellezza” alberga nell’animo, ma non nel corpo. Tyrion Lannister, una delle menti, degli ingranaggi, meglio riusciti in Game of Thrones, fa della sua condizione di nano un vantaggio nella miseria di una vita senza un reale amore. Egli sa che sarà la sua mente a definire la sua persona, non il suo aspetto, non l’esser figlio di suo padre, accusato fin dalla nascita della morte della madre, avvenuta per parto, troverà in suo fratello Jamie l’unico vero affetto. La sua arguzia lo porterà a formulare frasi che hanno il sapore di perle di saggezza e che ben poco hanno a che vedere con i comportamenti della sua casata, col suo stesso motto. “Io non metto in dubbio il tuo onore, ne contesto l’esistenza”, è uno di questi. Uomo in grado di suscitare lealtà al di la della sua posizione, della potenza della sua famiglia. Verrà ingiustamente accusato dell’incidente che paralizzerà Brandon Stark, ma, nonostante l’assenza di prove a sua discolpa, grazie ad un sottile gioco d’arguzia riuscirà a liberarsi da una condanna di morte quasi certa e a conquistare, in un certo senso, il rispetto di Catlyn Stark. Deriso dal suo stesso padre, mai abbattuto nei confronti degli onori che, benché ereditati alla nascita, gli vengono fatti pesare come regali solo per il fatto di essere stato partorito dalla donna coniugata a Tiwin Lannister, saprà guardare ambo i lati delle vicende che lo circondano. Saggerà gli animi di coloro con cui è portato ad interagire di modo tale da non farsi condizionare mai dal pregiudizio sociale, così come accade a lui di continuo. Sbeffeggiato dalla sua stessa sorella e dal nipote, chiamato folletto tra le mura di tutti e sette i regni, Tyrion è l’unico della casata Lannister a meritare di essere chiamato Uomo, nel senso più nobile del termine.